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La morte del vecchio guardiano della landa.

Quando era giovane, c’erano ancora dei Re in Francia. Il paese era pieno di mulini lungo i fiumi che servivano a fabbricare la polvere da cannone, di dune aride e bianche dove pascolavano magri greggi di pecore, di foreste di pini marittimi, di medocchini del fiume più civilizzati dei selvaggi medocchini delle lande. Aveva resistito a tutto in più di trecento anni, il vecchio casse* bianco, in cima alla duna. Durante il Grande Confinamento pioveva: pioveva il giorno, pioveva la notte, pioveva per settimane, pioveva per mesi; pioveva senza mai smettere. Allora l’acqua si è messa a divorare la duna sfregiandola di colature colore ruggine. Dall’alto della duna, il vecchio casse bianco sembrava aver scivolato sull’orlo di un baratro a strapiombo di un fiume ringhiante, ma sempre le sue profonde radici lo stivavano alla duna, e sempre l’acqua diradava la duna. Allora, il vecchio guardiano della landa si è messo a beccheggiare, ma a beccheggiare….

*Casse/Quercia nella vecchia lingua del Médoc.

2 pensieri riguardo “La morte del vecchio guardiano della landa.”

  1. Et encore. Il faudra m’imaginer comme un gland les jours de pluie parce c’était le seul arbre de la dune qui pouvait t’offrir sa protection et que j’aurais oublié de prendre un parapluie. Comme toujours.

    Bonjour Francesca,

    Alex

    "Mi piace"

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